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IL TRANSUMANO E L'ANTICRISTO

  • Maria Barillà, Storica free lance
  • 15 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 16 mar



Il Transumano non è il nietzchiano Übermensch ma è ciò che esso divenne nella lettura deformante della sorella Elisabeth, è il puntello funzionale all'ideologia hitleriana e al Nazismo, è il superuomo, deformazione degradante o, forse, estremizzazione radicale dell'Unico stineriano che aspira a dominare e guidare la Storia e gli eventi con una politica di potenza, che diventa artefice della Storia imprimendo a essa improvvise e aberranti accelerazioni.


Il Transumano si percepisce come lo Spirito del mondo non hegelianamente inteso come incarnazione del λόγος, della Ragione, ma come la sua radicale negazione.


È il signore del caos, spietato seminatore di morte, che si erge al di sopra e al di là del bene e del male, che "ha ucciso Dio" e che neanche finge di costruirsi una propria morale perché lui della morale non ha bisogno, perché per lui la morale semplicemente non esiste.


È l'uomo-macchina, l'uomo senza un cuore e senza una coscienza. È l'uomo che non ha fini ma solo obiettivi da perseguire. È l'uomo d'eccezione assettato di potere, l'uomo d'eccezione dominatore e predatore per il quale non esiste iustum e iniustum considerate come categorie assolute, predefinite e cristallizzate ma è l'uomo per il quale è iustum ciò che gli serve in uno specifico momento per raggiungere il suo obiettivo del momento, iniustum ciò che lo ostacola.


È un relativista assoluto, che dice e fa tutto e il contrario di tutto senza per questo contraddirsi ma che, al contrario, nel fare questo, rimane fedele a sé stesso, alla propria più intima essenza. Per il Transumano, dicevamo, non esiste morale. Lui non è immorale è amorale.


Il Transumano è il nemico degli uomini. Lui, supremo e irripetibile individuo d'eccezione, disprezza gli uomini, vili esseri senzienti e pensanti che vivono per lavorare e destinati alla morte e all'oblio, pedine nelle sue mani. Miseri e vili mortali, questo sono gli uomini agli occhi del Transumano che aspira all'immortalità e che, anzi, percepisce sé stesso come immortale. Il Transumano è l'Anticristo laico, è l'Anticristo politico: è il nemico della democrazia perché la democrazia incarna tutto ciò che Lui disprezza e ripudia, ne è anzi la quintessenza, la sintesi perfetta. E allora, eccolo il "nostro" Transumano che, vestendo i regali panni del disinteressato difensore ed esportatore di democrazia, in modo sistematico, lucido, cinico, plateale, ne taglia invece le radici disseccandola, svuotandola della sua sostanza e mantenendola in piedi come mero, insignificante e vacuo esercizio procedurale in un contesto in cui, tanti troppi uomini, anche autorevolmente, lo applaudono, lo incensano, lo benedicono conferendogli il crisma dell'unto del Signore, lui che la religione non sa cosa sia, lui che ne è la negazione in termini e che neppure si preoccupa di nasconderlo. Quindi non lupo in veste di agnello ma lupo in veste di lupo, questo è il nostro Transumano. Il Transumano è tra noi, si è rivelato, e ha i suoi laici e "umani troppo umani" sacerdoti. Tra questi sacerdoti uno, non a caso, tiene esclusive conferenze, per pochi eletti, sull'Anticristo e lo fa anche a Roma, la Roma che fu dei Cesari e ora è dei Papi. Il suo nome è Peter Andreas Thiel, tedesco naturalizzato statunitense, ultramiliardario di estrema destra, Presidente di Palantir Technologies, co-ideatore del servizio di pagamento online PayPal. Costui è uno dei sommi sacerdoti del nostro Transumano. Che fare? Mentre decidiamo il da farsi, perché qualcosa si deve pur fare, intanto accorgiamocene.


* Maria Barillà, componente comitato tecnico scientifico Osservatorio da Sud, Storica free lance, co-autrice del saggio “Quando la ‘Ndrangheta scoprì l’America” (Ed Mondadori, 2019)


 
 
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