CALABRIE FES FESTIVAL
- Prof. Tonino Perna, Università di Messina
- 8 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Il FES Festival ha avuto inizio presso Spazio Open a Reggio Calabria in una atmosfera che ricorda il simposio platonico.
FES (Filosofia, Economia, Storia) è un festival originale che si pone come metodo l’approccio multidisciplinare, la poliedricità degli approcci, rompendo lo specialismo monotematico che ci fa vedere la realtà a pezzi e produce, in alcuni casi, un fenomeno estremamente negativo: il riduzionismo. Il padre di questa metodologia è sicuramente Edagr Morin, uno dei più grandi intellettuali occidentali che a 104 anni ha ancora molte cose da insegnarci! << Ci rendiamo conto che il progresso delle conoscenze, moltiplicandole e separandole creando barriere tra le discipline, ha portato a una regressione del pensiero che è diventato cieco. Legato al dominio del calcolo in un mondo sempre più tecnocratico, il progresso delle conoscenze è incapace di concepire la complessità della realtà e in particolare delle realtà umane. Il risultato è un ritorno ai dogmatismi e ai fanatismi, e una crisi della morale mentre si scatenano gi odi e le idolatrie.>> (Edgar Morin, 24/1/2024 su la Repubblica).
Per questo il FES è stato inaugurato, con successo, attraverso due relazioni, di un geologo di chiara fame, Gino Mirocle Crisci e una storica/archivista appassionata Maria Barillà, su un evento catastrofico che ha cambiato le sorti e la storia delle Calabrie: il terribile terremoto del 1783. Il terremoto letto attraverso la Scienza e attraverso la Storia ha coinvolto il pubblico presente come ormai è raro vedere in un mondo sempre più autistico-digitale. Ad impreziosire il dibattito il reading di Daniel Cundari poeta e fondatore della piccola Biblioteca di Cuti
Certamente il tema toccava una corda ancora sensibile: la storia delle Calabrie e del Mezzogiorno, soprattutto rompeva con lo schema riduzionista quello che ha portato a leggere la nostra storia meridionale attraverso una continua semplificazione e riduzione della complessità : dal mito del buon selvaggio incapace di sfruttare una sorta di Eden, alla questione sociale della fine dell’Ottocento, per arrivare ad identificare il Mezzogiorno come un problema unicamente di sottosviluppo anni ’50 e ’60 del secolo scorso, per finire con la più odiosa semplificazione: la questione meridionale come questione criminale.
Naturalmente il FES andrà bel oltre lo sguardo sul nostro Mezzogiorno, ma è da questa angolazione, da Sud, che vuole affrontare e analizzare le diverse tematiche e fenomeni rilevanti attraverso un approccio multidisciplinare che ci restituisca la complessità della realtà.










